Torres del Paine – Il mitico trekking W

Sentieri incredibilmente spettacolari, natura incontaminata, ghiacciai, iceberg e vento a 100km all’ora. Sono alcune delle caratteristiche dell’escursione più popolare del Parco nazionale Torres del Paine: il Trekking W. E’ un percorso che tocca tutti i punti di maggior interesse della stupenda riserva naturale della Patagonia cilena (leggi: Patagonia – Il parco nazionale Torres del Paine) e giunge fin sotto i mitici torrioni in granito che svettano ad oltre 2.500 metri di altezza e che hanno reso famoso nel mondo questo angolo di Patagonia.

Informazioni generali sul Trekking W

Il trekking W è percorribile in 5 giorni di cammino e segna sulla mappa del parco nazionale una lettera “W” (da qui il nome) inoltrandosi in tre vallate. Non è necessaria un’attrezzatura particolare, è sufficiente quella standard che ogni amante dell’outdoor possiede, e tanta energia nelle gambe. Il trekking “W” è percorribile in ogni momento dell’anno ma è meglio d’estate se non si è escursionisti esperti, a causa delle particolari condizioni meteo della Patagonia.

Trekking W mapL’estate australe va da dicembre a marzo e il periodo in cui il parco è più affollato di turisti è quello tra gennaio e febbraio. Io ho compiuto l’escursione a fine primavera, a metà dicembre e sono stato così fortunato da non trovare quasi mai la pioggia. Ho compiuto il trekking W da Occidente. (Il più popolare è il percorso inverso). Questo per due ragioni: la prima è il minor affollamento di escursionisti che percorrono il trekking in questa direzione. La seconda ragione è che il percorso Ovest Est lascia per ultimo l’avvicinamento e lo sguardo sui magnifici torrioni in granito del Torres del Paine che, quindi, hanno rappresentato per me la giusta ricompensa dopo i giorni di camminata.

Infine, ho scelto di percorrere il trekking W quasi in completa autonomia portandomi sulle spalle una tenda e tutto l’occorrente per il campeggio, vettovaglie comprese: in tutto circa 16/18 kg di zaino. (L’acqua che si trova durante il viaggio).

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Paine (3)Giorno 1: Mountain lodge Paine Grande – Refugio Grey

Per poter godere appieno la giornata e non dover “correre” è necessario arrivare all’ingresso del parco nazionale di buon mattino e sbrigare le pratiche burocratiche d’ingresso nel più breve tempo possibile. (Siamo in Cile e tutto è molto lento e rilassato). Fatto tutto, quindi, si procede in bus fino alla Guarderia Pudeto (15min), sul lago Pehoè dove si possono ammirare le cascate del Salto grande. (Un’ora di cammino). Da qui ci si imbarca su un traghetto che in mezz’ora attraversa il lago e raggiunge l’approdo del Mountain lodge Paine Grande, rifugio dotato di piccolo bar e negozio di alimentari. (Ma non fateci affidamento per le vostre provviste).

Da qui inizia il vero e proprio cammino all’interno del parco. Ci si lascia subito alle spalle il grande rifugio e la casetta dei guardia-parco e si procede in salita verso Nord per un sentiero stretto che man mano diventa sempre più ripido. Il tempo in questo punto del parco è sempre imprevedibile e cambia molto velocemente.

Ghiaccio e vento

Il percorso continua costeggiando a diverse altitudini la sponda orientale del grande lago Grey. Paine (13)Durante la camminata si è accompagnati da un vento “furibondo” che soffia lungo il sentiero (il più forte di tutto il trekking W) da Nord a Sud e che, quindi, rende piuttosto stancante la prima parte del cammino in salita. Superata finalmente una sella lo scenario si apre sul lago Grey e sugli Iceberg che punteggiano tutto l’anno la superficie del lago. Si scende e si sale per diverso tempo, fino alle sponde del lago.

Si sosta su una spiaggetta dove, se si è fortunati, si possono ammirare da vicinissimo gli enormi iceberg di colore azzurro intensissimo. Proseguendo poi sempre lungo il lago e si comincia a scorgere in lontananza l’imponente glaciar Grey, il ghiacciaio più grande del parco che fa parte del complesso dello Hielo Sur. La tappa si conclude al Rifugio Grey dove c’è un campeggio attrezzato (senza acqua calda) che si affaccia sul lago.

Giorno 2: Refugio Grey – Campamento Los Guardas – Refugio Grey – Mountain lodge Paine grande – Campamento italiano

 Questa è la giornata più impegnativa di tutto il trekking W e quella che richiede un quantitativo notevole di energie unito ad altrettanta dose di carattere nel caso di condizioni meteorologiche avverse. La giornata inizia presto con una sgambata senza zaino e tenda dal Refugio Grey fino al campamento Los Guardas. E’ una faticata ma il percorso riserva una vista e una ambiente eccezionali.

Qui c’è tutta la Patagonia che ogni viaggiatore di immagina prima di partire per questa regione del Sudamerica. Partiti dal rifugio in direzione Nord in pochi minuti lo scenario si apre con la veduta immensa del ghiacciaio Grey dritto davanti a noi a poche bracciate di mare. La dimensione dei suoi ghiacci è stupefacente. Attorno alla calotta principale dalla classica forma frastagliata ci sono sempre alcuni grandi iceberg che lentamente si allontanano dal massiccio per andare alla deriva. Dopo la sosta si piega verso Est e poi si riprende la via verso Nord: un sentiero ripido ed esposto che, in caso di pioggia, può diventare molto pericoloso. Paine (16)Il sentiero sale costeggiando il ghiacciaio.

E’ ad una quota più alta rispetto al ghiaccio e si può quindi ammirare la massa bianca e frastagliata appena sotto. Si giunge così, dopo 4 chilometri di faticosa salita, al Campamento Los Guardas. Appena un minuto per dare un’occhiata e bisogna avviarsi sulla strada del ritorno per poter arrivare a destinazione prima di sera.

Il percorso è a ritroso fino al Refugio Grey dove si recupera tenda ed attrezzatura e si prosegue lungo il sentiero del giorno è precedente. Se prima lo sguardo era rivolto al lago e agli iceberg, ora è il momento di puntare il naso in su e dedicare un po’ attenzione all’imponente Cerro Paine Grande che sovrasta la zona. Si giunge poi di nuovo al Mountain lodge. Dopo una breve sosta ci si incammina verso Est. (7 ore di cammino già percorse). Lo scenario cambia. Stavolta si costeggia il lago Skottsberg camminando a bassa quota in direzione Nord Est. Si attraversa una bassa vegetazione per un paio d’ore prima di scorgere un ponte di legno che supera il corso d’acqua del Rio del Frances e rappresenta anche l’ingresso al campamento italiano, meta della tappa.

Giorno 3: Campamento Italiano – Campamento Britànico – Campamento Italiano – Refugio Los Cuernos

 Questa tappa è meno faticosa della precedente, ma lo stesso suggestiva. Intanto chi ha trascorso la notte al campamento italiano si sarà svegliato almeno più volte per gli strani rumori simili ad un tuono: sono i ghiacci del Cerro Paine che si spaccano e cadono in cascate di neve pesanti tonnellate provocando un rumore simile ad un’esplosione o ad un tuono. Con questo sottofondo “musicale” si parte dall’accampamento e ci si incammina verso Nord. (disegnando così il secondo braccio del Trekking W). Paine (49)Si cammina per un paio d’ore attraverso la foresta immersa in una profonda gola circondata da alte montagne. La prima parte del percorso è ben segnata ma la seconda no ed è facile perdersi e deviare per alcuni sentierini presenti sulla destra. L’importante è non prendere troppa quota in quella direzione altrimenti si deve tornare indietro.

Si giunge così al campamento Britànico e si prosegue ancora un’ora fino a giungere ad un stupendo “mirador”. da qui si possono vedere da vicino alcune massicce torri di granito anticipazione di quelle che verranno a fine trekking. Dopo la sosta si rifà il percorso a ritroso che passa, tra l’altro, in una sorta di foresta pietrificata molto suggestiva. Si torna al campamento italiano e si prosegue prima a Sud e poi ad Est costeggiando il lago Nordenskjold fino a raggiungere il Refugio Los Cuernoss. E’ meta finale della tappa. Il rifugio è dotato di tutti i confort e un’ampia zona per le tende.

Giorno 4: Refugio Los Cuernos – Campamento Chileno

 La quarta tappa del trekking W prevede un percorso di circa 6 ore di cammino molte delle quali in salita con tratti anche ripidi. La prima parte del trekking continua sulla falsariga del giorno precedente costeggiando il lago Nordenskjold verso Est salendo gradualmente il fianco della montagna. In estate queste prime ore di cammino possono risultare particolarmente calde rispetto alle temperature percepite i giorni precedenti. Il trekking costeggia in parte sentieri battuti da bestiame al pascolo e questo, forse, è uno dei motivi per cui da un certo punto in poi comincia una ossessiva e fastidiosa presenza di mosconi che non abbandonano più gli escursionisti per tutto il giorno. Dopo circa 3 ore di cammino ci si trova davanti ad un bivio: a Nord Est il sentiero più breve e faticoso, ad Est il sentiero lungo che incrocia l’Hosteria La Torres.

Paine (53)Io ho scelto il sentiero di Nord Est perché l’Hosteria rappresenta il punto di arrivo finale del circuito del Trekking W. Il sentiero quindi prosegue e salendo sempre più fino a quando  piega decisamente verso Nord infilandosi in una stretta gola. (Dopo 11 km circa dall’inizio della tappa). Sotto si può notare il corso del Rio Ascencio. Il sentiero è sempre più ripido, roccioso e con punti piuttosto esposti. Anche il clima è cambiato e ora spira un vento molto forte, simile a quello della prima tappa. Si sale e si scende per un paio d’ore fino ad arrivare al Campamento Chileno.

Giorno 5: Campamento Chileno – Torri – Campamento Chileno – Hosteria La Torres

 E’ il grande giorno del Torres del Paine, le torri tanto desiderate durante le lunghe ore di trekking e di fatica degli ultimi giorni. Per l’ultima tappa di questo straordinario viaggio non bisogna solo alzarsi presto, ma è necessario addirittura incamminarsi quando è ancora notte. Se avete chiesto informazioni al rifugio riguardo l’alba e avete fatto bene i conti vi siete alzati in tempo per partire e “bruciare” il percorso di circa 2 ore e mezza fino alle torri da raggiungere prima dell’alba.

Si parte, quindi, in piena notte muniti di torcia lasciando la tenda montata e tutta l’attrezzatura al campamento. Paine (61)Il sentiero attraversa una fitta foresta e raggiunge il campamento Torres. In alternativa si può arrivare fino a questo campamento il giorno precedente, ma lo sconsiglio per le pessime condizioni generali del posto. Arrivati al Torres si prosegue per una salita molto ripida per quasi un’ora. Le punte delle torri si notano già sopra le teste e non appena comincia a fare luce si illuminano di un rosso fuoco.

Lo spettacolo dell’alba

Questo spettacolo è, purtroppo, visibile solo per alcuni minuti e a patto che le condizioni meteo lo permettano. Arrivati sotto le torri si è colpiti immediatamente dalla loro grandezza. Le tre guglie troneggiano lungo il massiccio montuoso che svetta sopra un laghetto di montagna. La scena è idilliaca. Man mano che il sole sale, il rosso diventa giallo e, una dopo l’altra, le torri vengono illuminate dalla luce del mattino. E’ valsa la pena di alzarsi presto ma c’è anche chi ha risolto il problema della camminata notturna dormendo direttamente sotto le torri. Questa è un’alternativa consigliata solo a chi possiede un sacco a pelo sufficientemente caldo (anche se fatta in estate). Terminata la lunghissima sosta alle torri, si ricomincia il percorso a ritroso che, stavolta in piena luce, diventa quasi completamente nuovo.

Dopo la sosta al campamento Chileno (già oltre 5 ore di cammino sulle spalle) per prendere zaino e tenda, si scende percorrendo parte del percorso della tappa del giorno precedente. Una volta arrivati quasi a valle si imbocca un sentiero a sinistra che prosegue in discesa verso Est. Infine, si raggiunge la “Hosteria della Torres”, punto d’arrivo del trekking W. (Dopo oltre 70 km percorsi). Da lì partono i bus che portano all’ingresso del parco nazionale, a Sud, e poi a Puerto Natales. (Clicca qui al sito ufficiale del parco Torres del Paine).

 

2 Comments on "Torres del Paine – Il mitico trekking W"

  1. CIAO RICCARDO, BELLISSIMA ESPERIENZA, IO ED UN MIO AMICO A FEBBRAIO DEL PROSSIMO ANNO VORREMO FARE IL CIRCUITO DI 8 GIORNI ( 0 ) A TORRE DEL PAINE, IN TOTALE AUTONOMIA DORMENDO IN TENDA…IL MIO DUBBIO RIGUARDA LE EVENTUALI PRENOTAZIONI NEI CAMPEGGI…..CI SONO MOLTI CHE DICONO CHE DORMENDO IN TENDA NON E’ ASSOLUTAMENTE NECESSARIO PRENOTARE I POSTI NEI CAMPING, MENTRE ALCUNI SUL FORUM DI TRIPADVISOR DICONO CHE SENZA UNA PRENOTAZIONE, I GUARDAPARCO NON TI FANNO NEANCHE INIZIARE IL PERCORSO ( A ME QUESTO PARE STRANO ), TU COSA MI DICI A RIGUARDO? AVEVI PRENOTATO IL POSTO NEI VARI CAMPING?
    GRAZIE
    MICHELE

    • Riccardo Brescianini | 22/03/2018 at 7:24 | Rispondi

      Ciao Michele, non ti serve alcuna prenotazione per visitare il parco e dormire in tenda. I campeggi sono piuttosto spartani e quelli del circuito W in alta stagione possono diventare piuttosto affollati. Se, invece, fai tutto il giro vai tranquillo perché meno del 10% dei visitatori lo fa.
      Un consiglio in più: il primo giorno se decidi di fare il giro partendo dal Lodge Paine Grande e prendere quindi il ferry da Pudeto, informati bene sugli orari, altrimenti rimani in coda delle ore…
      Buon viaggio

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