Dove nasce l’Amazzonia, viaggio nella foresta pluviale del Perù

Il lago Sandoval al centro della foresta pluviale del Sud del Perù

Solo a pronunciarne il nome si è percorsi dal pensiero di una grande avventura e dall’immagine di immensi territori coperti di inestricabile vegetazione. L’Amazzonia colpisce i viaggiatori per la sua estensione, gli studiosi per l’incalcolabile biodiversità del suo ecosistema e gli esploratori per i misteri custoditi dalle popolazioni perdute della foresta pluviale.

Dove nasce, però, questa mitica giungla, considerata uno dei luoghi più inaccessibili del pianeta e il polmone verde del Mondo? Se il bacino Amazzonico, come noto, è concentrato e ha il cuore in Brasile, le radici della foresta pluviale affondano in Bolivia, Ecuador, Colombia e, soprattutto, in Perù.

Puerto Maldonado: la porta dell’Amazzonia

Amazzonia Perù

Una capanna dell’Amazon eco lodge Yakari

E’ nell’Est del paese di Macchu Picchu, delle linee Nazca e degli Incas che l’Amazzonia ha le sue origini. E lì nasce anche il grande Rio delle Amazzoni, la madre di tutti fiumi che dispensa vita e morte al grande bacino verde.

Viaggiare alle radici dell’Amazzonia si può ed è più facile di quanto si possa pensare. E’ sufficiente, durante un viaggio in Perù, abbandonare il classico “Gringo trail” (così i peruviani chiamano l’insieme dei percorsi turistici frequentati dagli stranieri) e puntare a Sud-Est.

Un esempio di eco turismo

La Amazzonia peruviana più accessibile è la foresta tropicale che si affaccia lungo il fiume Rio Madre de Dios. Il corso d’acqua è  lungo 655km e affluente secondario del Rio delle Amazzoni. Scorre nella parte Sud orientale del Perù al confine con la Bolivia. Lì la popolazione locale ha imparato da anni ad accogliere viaggiatori da tutto il mondo e ha impiantato un remunerativo business focalizzato sull’eco-turismo.

Punto di partenza per l’esplorazione della giungla è Puerto Maldonado, cittadina di 74mila abitanti all’interno del territorio della foresta tropicale considerata una sorta di “capitale” amazzonica peruviana. A Puerto Maldonado esiste un aeroporto internazionale con voli giornalieri da Lima e Cuzco (1 ora e mezza di volo al massimo). Il collegamento aereo è l’unica “vera” via di comunicazione della zona con il resto del paese (raggiungere l’area tropicale via terra oltre ad essere un’impresa per tempi e stato delle strade è sconsigliato per il passaggio in alcuni territori una volta controllati dai rivoluzionari del Sendero luminoso). Il soggiorno ideale è di una settimana o poco meno e si svolge in uno dei numerosi lodge sparsi lungo le rive del Rio Madre de Dios. Il viaggio si può organizzare direttamente sul posto, prenotando un pacchetto via Internet o rivolgendosi ad una agenzia di viaggi di Cuzco o Lima.

Il Rio Madre de Dios

L'imponente Canopy Bridge che si eleva per oltre 40 metri di altezza nella foresta pluviale

L’imponente Canopy Bridge che si eleva per oltre 40 metri di altezza nella foresta pluviale

Qualunque sia la scelta preparatevi ad un’avventura straordinaria che di solito comincia con l’arrivo a Puerto Maldonado e la navigazione lungo il fiume per raggiungere il proprio resort. Uno dei lodge da tenere in considerazione è l’”Amazon eco lodge Yakari” (fino al 2014 conosciuto come “Tambo jungle lodge”), ubicato sulla sponda Nord del fiume non troppo lontano dalla città. (Ma nemmeno troppo vicino).

Questo lodge non è di certo considerato come uno tra i migliori per comfort e servizi alla clientela, ma regala la fantastica esperienza di vivere per alcuni giorni immersi totalmente nell’ambiente della foresta tropicale. I viaggiatori dormono in capanne di legno con tetto semi aperto e le finestre di ogni “bungalow” sono formate solo dalle indispensabili zanzariere.

L’unico vero comfort è rappresentato dall’acqua calda per la doccia e dalla corrente elettrica erogate da generatori che vengono spenti durante la notte. La sezione comune del lodge è costituita da un’ampia  capanna in legno dove si consumano i pasti  e si svolgono i briefing delle escursioni. (Le pietanze locali sono servite per lo più su grandi foglie al posto dei piatti).

Escursioni nella foresta pluviale

Sbarcare al lodge è già di per sé un’esperienza emozionante perché si può subito ammirare la biodiversità della fauna, soprattutto uccelli e insetti, e l’imponente vegetazione. Ci si può fermare per ore ad osservare la laboriosità delle formiche giganti che sezionano e trasportano parti di foglie a volte grandi anche tre o quattro volte le loro dimensioni, oppure si può rimanere incantati dagli onnipresenti pappagalli dalla livrea colorata. E’ un assaggio delle meraviglie che attendono i viaggiatori. La prima, viene svelata all’imbrunire del primo giorno di soggiorno.

Non è una vera e propria escursione bensì una passeggiata guidata nei d’intorni per conoscere meglio alcune particolarità della vegetazione, ammirare i grossi alberi della giungla con le loro lunghe liane e fare la conoscenza degli “abitanti” che si annidano tra le loro radici. Il clou di questo primo assaggio di foresta pluviale è costituito dalla caccia alle tarantole. Le guide, infatti, stanano abitualmente i ragni dalle loro buche per mostrarli ai viaggiatori (senza, ovviamente, nuocere loro) e non di rado si possono vedere esemplari che raggiungono dimensioni equivalenti alla grandezza della mano di un adulto.

Amazzonia Perù

L’escursione in barca al lago Sandoval

Il lago Sandoval

Il giorno seguente iniziano le escursioni vere e proprie scelte durante l’organizzazione del viaggio. Una tappa che di sicuro è in ogni programma di ecoturismo della zona è l’esplorazione del vicino lago Sandoval. Si parte dal lodge e navigando lungo il corso del Rio Madre de Dios si giunge fino ad un approdo alla testa di un sentiero da percorrere a piedi immersi nella giungla.

Il percorso prevede anche un secondo tratto di navigazione, questa volta da percorrere in una piccola imbarcazione. (Poco più grande di una canoa). Una volta raggiunto il lago lo si può esplorare in lungo e in largo. In un punto del bacino è ubicata una postazione di osservazione in legno alta una ventina di metri che sovrasta il tetto della foresta.

Il capo di un villaggio locale mi fa assaggiare il liquido spremuto dalla canna da zucchero

Il capo di un villaggio locale mi fa assaggiare il liquido spremuto dalla canna da zucchero

Durante alla visita si possono vedere diversi tipi di insetti comprese enormi farfalle multicolore. Si possono  anche facilmente incontrare macachi, pipistrelli lucertoloni, tartarughe, pappagalli e anche lontre giganti. I più avventurosi possono anche tuffarsi nelle acque del bacino dove però a volte sono presenti due temibili predatori: i voracissimi pesci piranas e i caimani. Proprio i caimani sono i protagonisti della tradizionale escursione notturna lungo il fiume per dar loro la caccia. L’escursione si effettua con un’imbarcazione dotata di un potente faro che proietta fasci di luce nelle mangrovie nella vegetazione lungo gli argini. E’ lì che si nascondono i caimani, pronti a sfilare silenziosamente in acqua all’avvicinarsi delle prede.

Il ponte sospeso

L’esperienza più suggestiva e da brividi è l’escursione che prevede l’attraversamento di un Canopy bridge. I celeberrimi ponti sospesi dell’Amazzonia che si elevano a 40/50 metri di altezza e con una pendenza impressionante, sono assolutamente da provare.  E’ una piccola sfida che viene poi premiata da un panorama straordinario. Dopo il ponte sospeso si giunge al Taricaya Rescue center, un centro di ricerca ubicato nella foresta pluviale dove vengono ricoverati gli animali feriti.

L’ospedale degli animali

Nel centro ci si ferma per un pasto a base di piatti locali e si possono vedono diversi mammiferi in cura. Se si è fortunati questa è una rara occasione per vedere il famoso tapiro e l’inafferrabile Giaguaro. Il centro ricerca si può raggiungere via acqua navigando lungo il Rio madre de Dios oppure via terra con un’autentica immersione tra i sentieri della giungla della durata di diverse ore. Interessante è anche la visita al villaggio abitato da autoctoni che vivono come i loro antenati e si nutrono coltivando e cacciando. E’ una sorta di mini riserva dove in poche ore i viaggiatori imparano ad accender il fuoco utilizzare la canna da zucchero, scoprire i frutti da dove proviene il caffè e, per i più temerari, provare il fortissimo distillato dei locali.

L’isola delle scimmie

Durante una delle numerose navigazioni del fiume si possono, invece, incontrare un altro tipo di abitanti della foresta. Sono i cacciatori d’oro, persone che vivono e lavorano su apposite chiatte che setacciano ventiquattrore al giorno il letto del corso d’acqua in cerca di ogni singola pagliuzza e di altri minerali preziosi.

Amazzonia Perù

Un frutto dell’albero del caffè

Altra tappa fondamentale del viaggio in Amazzonia è quella alla “Isla de los monos”. E’ l’isola delle scimmie dove si possono ammirare e nutrire decine di macachi ed altre specie che vivono nel bacino amazzonico. L’ultima escursione prima del termine del soggiorno si svolge di solito a pochi chilometri dal Puerto Maldonado e dal suo aeroporto. (Proprio prima di imbarcarsi). All’alba o al tramonto ci si ferma in un’insenatura del fiume per ammirare centinaia di pappagalli appollaiati su un’ampia formazione rocciosa ricchissima di sale. I pappagalli svolgono, infatti, questo inusuale raduno quotidiano per leccare il minerale che fuoriesce dalle parete e mantenere così il loro equilibrio idro-salinico.

(Leggi anche: Huaraz, capitale dell’alpinismo andino).

 

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